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Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria

Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria

Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria. Indicazioni utili con il Cap. (cpl.) Psicologo Vincenzo Castaldo, ex selettore militare.

Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria – Premessa

I Test Psicoattitudinali previsti dalla Polizia Penitenziaria costituiscono un ausilio imprescindibile per Psichiatri, Psicologi e Periti Selettori.

Questi Test costituiscono il primo importante tassello concorsuale previsto dai relativi accertamenti attitudinali.

In estrema sintesi, i test psicoattitudinali andranno a formare la base valutativa del successivo colloquio psicoattitudinale.

Tutti i test, a prescindere dalla loro particolare tipologia, che vedremo qui di seguito, rimandano a precisi obiettivi conoscitivi e valutativi.

Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria – Aree di Valutazione

Le Aree di valutazione psicoattitudinale previste dai Concorsi della Polizia Penitenziaria, come specificato anche nei relativi bandi di concorso, sono 4:

  • Personalità: si valuta il livello di maturazione, armonia e integrazione. Si valutano, inoltre, i principali tratti di personalità e il senso di responsabilità;
  • Controllo Emotivo: si riferisce al tono dell’umore, alle capacità di auto-regolazione emotiva, alla coordinazione motoria e alla sintonia delle reazioni;
  • Capacità Intellettive: Attenzione, Ragionamento, Intelligenza e Problem Solving;
  • Adattabilità: con particolare riferimento al contesto organizzativo, al ruolo e alla capacità di lavorare in team;
  • Leadership e Management: per i soli ruoli apicali (Ispettori e Commissari), si valuteranno anche le capacità di comando e di gestione lavorativa (accuratezza, direzione, organizzazione, controllo, ecc.).

Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria – Tipologie

Per rispondere agli obiettivi valutativi di cui al paragrafo precedente, le Commissioni per gli accertamenti attitudinali possono prevedere diversi test psicoattitudinali. Ogni test, infatti, può avere diversi obiettivi a seconda della sua natura e degli scopi per cui è stato costruito.

Volendo operare una prima distinzione importante, possiamo suddividere innanzitutto i test psicoattitudinali utilizzati dall Polizia Penitenziaria (e da qualsiasi altra organizzazione, Ente o professionista) in due famiglie principali: Test di Personalità e Test Attitudinali.

L’aggettivo “psico-attitudinale”, infatti, rimanda a due sfere principali, ossia la personalità e l’attitudine. E, per ognuna di queste macro-aree personali, sono appunto previsti test specifici.

Test di Personalità

L’espressione di una personalità matura, armonica e integrata, costituisce la prima fondamentale valutazione per essere valutati idonei a livello psicoattitudinale.

I Test di Personalità, a loro volta, si dividono in due tipologie principali: Test obiettivi e Test proiettivi.

I test obiettivi (oggettivi) di personalità sono dei test fortemente strutturati e prevedono scale o questionari a cui bisogna indicare il proprio accordo/disaccordo, frequenza, vero/falso.

Sulla base delle risposte fornite è possibile ricavare dei veri e propri punteggi. Obiettivo ultimo dei test e dei colloqui psicoattitudinali è quello di delineare il tuo profilo di personalità per confrontarlo con il profilo ideale stabilito a monte dalla Polizia Penitenziaria.

Tra i test obiettivi maggiormente utilizzati, il test MMPI-2 (Test Minnesota) rappresenta certamente quello più affidabile e diffuso. Altri importanti test obiettivi sono i test Big Five e la SCID I e II.

Per quanto riguarda i test proiettivi di personalità, all’opposto dei test obiettivi, non prevedono domande e risposte predeterminate. Né tantomeno forniscono risultati “oggettivi” come punteggi e scale. Questa differenza è data dal fatto che questi test prevedono, per esempio, di disegnare una certa figura (Figura Umana, Albero, Famiglia, Casa), oppure di interpretare/completare determinate frasi o situazioni relazionali. L’assunto di base è che i candidati, “mettendoci del proprio” per eseguire il compito richiesto, proietteranno preziose informazioni personali (cognitive, emotive, relazionali, familiari, ecc.).

Benché questa tipologia di test riesca ad andare più in profondità dei test obiettivi, presentano, d’altro canto, un importante limite dovuto al maggior contributo interpretativo del somministratore (da cui una minore validità medico-legale).

Test Attitudinali

Come sopra accennato, la valutazione della tua personalità rappresenta solo il primo step degli accertamenti attitudinali. La condizione necessaria (senza la quale non si prosegue l’iter selettivo), ma non sufficiente per essere valutati idonei. Bisogna, infatti, risultare anche adatti al ruolo.

Anche se, di solito, personalità e attitudine viaggiano insieme, ciò non sempre è vero. E, dunque, tale correlazione sarà appurata predisponendo anche alcuni test attitudinali.

I test attitudinali, a differenza dei test di personalità, non esprimono una valutazione globale della tua persona (tratti). Questi test, piuttosto, rilevano specifiche e particolari capacità e attitudini, ritenute dal Corpo della Polizia Penitenziaria indispensabili per operare efficacemente.

Come sopra accennato, le attitudini che saranno oggetto di valutazione riguardano le capacità attentive, la percezione, le capacità di ragionamento e di problem solving.

Ora, benché la valutazione definitiva di queste attitudini, di fatto, avviene durante i colloqui psicoattitudinali, generalmente, per aiutare i selettori nel loro compito, vengono somministrati anche test specifici.

Tra i test più utilizzati in tal senso abbiamo senz’altro il test GAT-2 (verbale, astratto, matematico, spaziale e meccanico).

Un altro test fondamentale previsto dagli accertamenti attitudinali è il Questionario Informativo Autobiografico. In realtà, più che di un test, si tratta di un vero e proprio curriculum vitae, opportunamente adattato in base alle esigenze conoscitive della Polizia Penitenziaria.

Avvertenze Importanti

Alcune persone intendono la “preparazione” dei test psicoattitudinali per la Polizia Penitenziaria come uno studio sistematico delle domande finalizzato alla preparazione delle risposte “corrette”.

Questa visione, che sia del cliente o del professionista che la propone, devi sapere che, non solo non ha alcuna utilità a livello psicoattitudinale, ma costituisce addirittura un metodo potenzialmente dannoso per i tuoi accertamenti attitudinali.

Quanto sto affermando è dovuto a diverse considerazioni che proverò a condividere con te.

Innanzitutto, per “studiare” un test psicoattitudinale e capirci davvero qualcosa, bisogna essere come minimo laureati in psicologia.

In secondo luogo, laddove tu dovessi riuscire a formulare le risposte “giuste” (che in realtà non esistono a priori!), sappi che in questo modo falserai i tuoi test psicoattitudinali.

E, devi sapere, che quando un candidato arriva ai colloqui psicoattitudinali con dei test falsati o troppo “superlativi”, non inizia affatto con il piede giusto.

E’ un atteggiamento che non predispone affatto il selettore nel migliore dei modi. Perché un selettore con un minimo di esperienza nei concorsi militari e di polizia sa che stai esagerando.

Quindi, questo eventuale atteggiamento, anche se non costituisce di per sé motivo di non idoneità, certamente determina un colloquio tutto in salita.

Morale: perché andare in contro a tutti questi rischi, quando magari se avessi semplicemente risposto come davvero credevi, saresti andato magari benissimo per i selettori?

Preparazione Test Psicoattitudinali Polizia Penitenziaria

Proprio per i motivi di cui sopra, qui a Invictus Concorsi intendiamo la preparazione per i test psicoattitudinali della Polizia Penitenziaria come una preparazione, non delle risposte, ma della persona che risponde.

Cosa significa, in concreto, preparare la Persona e non le risposte?

Significa che i test psicoattitudinali non saranno somministrati per invitarti a studiarli, ma per valutarti REALMENTE.

E, perché è necessario, a mio avviso, valutarti realmente?

Perché se non ti valuto realmente, come potrò mai condividere con te tutto ciò che va bene e tutto ciò che va migliorato?

Naturalmente, posso valutarti realmente perché per diversi anni sono stato proprio un selettore psicoattitudinale. Quindi la mia valutazione iniziale e la conseguente preparazione non si baserà sul “sentito dire” o su qualche idea formulata non si sa bene come.

Le mie valutazioni saranno reali perché per diversi anni sono stato proprio uno di quelli che incontrerai nel tuo concorso.

Similmente agli accertamenti attitudinali ufficiali, in due appuntamenti, ti somministrerò una batteria di test psicoattitudinali e poi effettuerò un approfondito colloquio psicoattitudinale.

L’obiettivo è duplice: valutarti prima, per poi prepararti. Ovvero condividere con te tutte le tue risorse e tutti i tuoi limiti psicoattitudinali.

Inoltre, con riferimento agli eventuali limiti riscontrati, ti saranno fornite tutte le indicazioni per superarli o, quantomeno, lavorarci seriamente. Infine, al termine degli incontri, sarà garantito supporto psicoattitudinale sino al giorno dei tuoi accertamenti attitudinali.

Con Invictus Concorsi non perdi mai: o vinci, o impari.

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