Scartato in 5 minuti ai concorsi militari e di polizia: è davvero possibile? Scopri la verità dietro i colloqui lampo, la percezione del tempo e come i selettori valutano il tuo profilo psicoattitudinale in pochi istanti. Leggi l’analisi dell’ex Selettore Vincenzo Castaldo.
Scartato in 5 minuti ai concorsi militari e di polizia: Premessa
Una delle frasi che sento dire più spesso dopo una non idoneità è questa: “Mi hanno fatto entrare, mi hanno fatto due domande, e dopo cinque minuti ero già fuori”.
Dietro questa domanda c’è spesso frustrazione. A volte anche rabbia. Perché chi partecipa a un concorso investe tempo, energie e soldi. E quando ha la sensazione di essere stato “liquidato” in pochi minuti, è comprensibile che nascano dubbi e perplessità.
In questo articolo voglio fare chiarezza su questo tema. Non per difendere a tutti i costi la categoria dei selettori, ma per spiegare come funziona davvero una valutazione psicoattitudinale.
Chi ti parla: l’esperienza di un ex Selettore
Mi chiamo Vincenzo Castaldo, sono un ex Ufficiale psicologo selettore militare, fondatore di Invictus Concorsi.
Ho valutato migliaia di candidati e per anni sono stato uno dei selettori incontrati agli accertamenti attitudinali. Proprio per questo motivo conosco molto bene entrambe le prospettive: quella del candidato e quella di chi si trova dall’altra parte della scrivania.
Prima considerazione: la valutazione è (quasi sempre) motivata
Partiamo da un punto molto importante. Per quanto possa essere difficile da accettare, se siete stati valutati non idonei vi suggerisco almeno di contemplare la possibilità che quella valutazione sia stata motivata e professionale.
Questo non significa che un selettore non possa sbagliare. Gli errori esistono, come in ogni professione. Ma nella maggior parte dei casi una ragione c’è. E anche se non siete d’accordo con quella ragione, se il vostro obiettivo è ripresentarvi al concorso dovete accettare una realtà molto semplice: le regole del gioco sono quelle della selezione, non quelle del candidato.
Questo significa che, prima di ripresentarsi, qualche cambiamento personale – anche minimo – dovrebbe sempre essere preso in considerazione.
Approfondimenti suggeriti: Le cause più frequenti di non idoneità attitudinali e Accertamenti Attitudinali: Errori e Pregiudizi dei Selettori.
Il problema della percezione del tempo
Veniamo ora alla domanda centrale: è davvero possibile che un colloquio sia durato solo cinque minuti?
La prima cosa da dire è questa: molto spesso il ricordo del candidato non coincide perfettamente con ciò che è realmente accaduto. Quelli che nel ricordo sembrano cinque minuti, magari in realtà sono stati venti o trenta.
Questo accade perché in situazioni di forte tensione la percezione del tempo cambia. Nel contesto di un colloquio psicoattitudinale è un fenomeno assolutamente coerente con ciò che sappiamo dalla psicologia cognitiva. Può succedere per almeno tre motivi:
- Saturazione della memoria di lavoro: quando siete sotto pressione, la mente è totalmente impegnata a gestire emozioni, pensieri e risposte.
- Effetto “tunnel”: ovvero una selezione molto ristretta dei ricordi (la memoria cancella i passaggi intermedi).
- Scarica di adrenalina: può generare una compressione del tempo. Nella memoria retrospettiva tutto sembra essere successo molto più velocemente.
Perché il candidato interpreta male la non idoneità
Quando un candidato prova a spiegarsi da solo la propria non idoneità, spesso immagina cause che non coincidono con quelle effettivamente rilevate dal selettore. Il motivo è semplice: il candidato non dispone delle stesse competenze tecniche e professionali del selettore.
Il selettore osserva segnali, dinamiche e incoerenze che per il candidato possono essere completamente invisibili, non considerati.
Quando un colloquio può durare davvero poco
È possibile, almeno in teoria, valutare una persona in pochi minuti? Idealmente un colloquio dovrebbe durare dai 30 ai 40 minuti, ma nella realtà operativa i tempi possono ridursi per diverse ragioni:
1. La suddivisione della valutazione tra più figure
Nei concorsi militari o di polizia spesso la valutazione non è affidata a una sola figura. Ci sono lo psichiatra, lo psicologo, il perito selettore e una commissione attitudinale.
Dunque, se io, come psicologo, so che devo valutare solo un aspetto specifico perché altri saranno analizzati successivamente da un collega, il mio colloquio specifico potrebbe essere più breve senza compromettere l’iter generale.
Per approfondimenti sulle similitudini e differenze tra i vari colloqui, guarda il video: Colloqui Concorsi Militari e Polizia.
2. I candidati agli estremi del profilo ideale
Un candidato molto brillante e un candidato in evidente difficoltà si individuano spesso molto rapidamente.
Attenzione però: un candidato che parte molto bene potrebbe comunque rivelare criticità durante l’approfondimento. Per questo motivo sarebbe sempre opportuno dedicare un tempo congruo anche a chi fa una buona prima impressione.
3. Quando le criticità sono evidenti e invalidanti
Diverso è il caso opposto. Se un candidato, fin dalle prime domande, manifesta criticità molto marcate, la situazione può diventare rapidamente chiara. Parlo di segnali come:
- Voce fortemente tremante che non si attenua con il passare dei minuti.
- Difficoltà marcate nell’eloquio o sguardo costantemente sfuggente.
- Atteggiamento polemico o eccessivamente remissivo.
- Livelli di ansia molto elevati o, all’opposto, un tono dell’umore estremamente basso.
Se queste difficoltà, per citarne solo alcune, si presentano per dieci domande consecutive, protrarre il colloquio per 30 o 40 minuti potrebbe diventare inutile o, peggio, addirittura lesivo per il candidato stesso. Ancor più se è stata utilizzata una modalità di stress interview.
Scartato in 5 minuti ai concorsi militari e di polizia: Quindi è possibile?
La risposta, in teoria, è sì. In alcuni casi di evidente idoneità o non idoneità, un selettore esperto può farsi un’idea abbastanza chiara anche in pochi minuti.
Tuttavia, ciò non significa che il colloquio dovrebbe fermarsi lì. Per correttezza procedurale, per rispetto dell’investimento del candidato e per ridurre il rischio di errori, un colloquio non dovrebbe mai limitarsi a un tempo così esiguo.
Ma attenzione a non confondere i piani: se il tuo colloquio è durato poco, non significa automaticamente che la valutazione sia sbagliata. Nella stragrande maggioranza dei casi, il giudizio si basa su competenze professionali maturate in anni di esperienza. Non confondiamo l’etica con il metodo: un processo può essere poco “elegante” o corretto metodologicamente, ma tecnicamente “azzeccato” nel merito.
Scartato in 5 minuti ai concorsi militari e di polizia: Cosa Fare?
In conclusione, se vuoi affrontare i tuoi accertamenti attitudinali con maggiore consapevolezza, la cosa più importante non è imparare delle risposte “giuste”. È capire come viene osservato e valutato il tuo profilo psicoattitudinale. Perché in sede di selezione, spesso, bastano pochi minuti per far emergere chi sei davvero.
Sono il dott. Vincenzo Castaldo, già Capitano Psicologo Selettore dell’Esercito Italiano.
Per diversi anni mi sono occupato direttamente della valutazione psicoattitudinale dei candidati nei concorsi militari, operando proprio negli accertamenti che oggi dovrai affrontare.
Grazie a questa esperienza posso offrirti una simulazione realistica della valutazione attitudinale, composta da:
- batteria di test psicologici aderenti al ruolo
- simulazione del colloquio psicoattitudinale estremamente simile al giorno del concorso
- orientamento e supporto psicoattitudinale personalizzato
Lo scopo non è preparare delle risposte artificiali, ma valutare realmente il tuo profilo psicoattitudinale, proprio come avverrà durante il concorso.
Sulla base di questa valutazione preliminare potrai:
- comprendere il tuo livello di prontezza psicoattitudinale
- migliorare la tua consapevolezza personale
- valutare chiaramente i tuoi punti di forza ed eventuali criticità da migliorare
Inoltre, al termine della preparazione sarà garantito supporto psicoattitudinale fino al giorno degli accertamenti, per eventuali dubbi o chiarimenti.
Invictus Concorsi non prepara le risposte, ma la Persona che risponde.