Invictus Concorsi

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia con il dott. Vincenzo Castaldo, già Capitano Psicologo Selettore Militare.

Se è la prima volta che affronti un concorso militare o di polizia, oppure più semplicemente non hai ancora maturato un metodo di studio leggi questa Guida Introduttiva ai Concorsi Militari e di Polizia.

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia – Introduzione

Per orientamento in Psicologia si intende un processo volto a facilitare la consapevolezza di se stessi e dell’offerta formativa, lavorativa, socio-culturale ed economica del contesto di riferimento, allo scopo di promuovere lo sviluppo delle competenze e delle strategie necessarie per poter individuare un progetto di vita aderente ai propri desideri e alla realtà circostante.

Come si può intuire, questa attività non riguarda solo il lavoro, ma può interessare qualsiasi ambito di vita.

Dunque, aggiungendo a questa definizione l’aggettivo “psico-attitudinale” militare e di polizia, si comprende subito la direzione dell’orientamento verso un campo applicativo molto specifico.

Nel caso di Invictus Concorsi, l’Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia assume, inoltre, un duplice significato.

Il primo e centrale significato, rimanda all’oggetto di questo articolo, ovvero all’attività di formazione e/o counselling predisposta al termine della fase di Valutazione Psicoattitudinale. Ossia, come preparo, formo e oriento i candidati, dopo averli valutati.

Con il secondo significato si rimanda alla possibilità, anche laddove non espressamente richiesto dal cliente, di prendere in considerazione ulteriori possibilità di impiego in linea con il profilo psicoattitudinale espresso.

Per conoscere tutti i concorsi militari e di polizia precedenti e in atto, visita la pagina CONCORSI.

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia e Metodi “Magici”

Ogni giorno devo letteralmente “combattere” con candidati e rispettivi genitori per far comprendere l’importanza di un corretto approccio all’attività di Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia.

Con buona responsabilità dell’offerta presente nel settore psicoattitudinale, a mio avviso, molti sono convinti che orientamento (o preparazione) psicoattitudinale significa che un esperto ti addestrerà a rispondere “correttamente” ai test e alle domande dei selettori.

Spesso, l’erronea idea di fondo è che se conosco in anticipo i test e le possibili domande dei colloqui, aumenterò le mie chance di superare gli accertamenti attitudinali.

Ma, per fortuna (dico io) o purtroppo, non è così.

Conoscere in anticipo le domande non ti offre nessuna garanzia di successo, anzi. Si rischia, anche laddove si sta affermando il vero, di risultare finti e artefatti.

Questo può accadere, di fatti, nel momento in cui ci si concentra più sul “cosa” dire, piuttosto che sul “come”.

Il “cosa”, è vero, lo possiamo anche preparare. Io ad un colloquio potrei, infatti, pure affermare di essere la reincarnazione di Napoleone Bonaparte. Ma il “come”, no. Almeno non nell’accezione di cercare di apparire diversi da ciò che si è realmente.

Questo perché i selettori hanno mediamente il doppio dei tuoi anni. Perché hanno, al minimo, centinaia, spesso, migliaia di valutazioni psicoattitudinali all’attivo.

Infine, quand’anche tu dovessi riuscire in un mero intento manipolatorio (fingere di essere qualcos’altro), ricorda che gli accertamenti attitudinali non sono il traguardo: sono solo il punto di partenza.

Partenza verso centri addestrativi, prima, e vita sul campo, poi, si entusiasmanti e desiderati. Ma è anche una vita fatta di partenze, distanze, tanti sacrifici, tempi stringenti e interventi esigenti.

Insomma, questo approccio psicoattitudinale da “guardie e ladri”, ossia da selettori da sconfiggere, non conviene, in ultima battuta, soprattutto a te.

Come preparo i candidati?

E’ per questo che l’orientamento (o preparazione) psicoattitudinale militare e di Polizia perseguito da Invictus Concorsi va nella direzione di promuovere un cambiamento (se necessario) reale.

Per fare ciò, si parte certamente dalle tue risposte fornite in sede di test e colloquio, ma non per “aggiustarle”. Si parte da queste solo come via di accesso per arrivare alla radice psicologica che ti ha portato a rispondere in un certo modo.

Se ti fornissi la risposta “pronta”, infatti, tu non miglioreresti di una virgola. Ripeteresti qualcosa suggerito in modo acritico. Solo perché il preparatore ti ha suggerito la risposta presunta “giusta”.

La mia consulenza, dunque, non stimolerebbe nulla di realmente utile, né a livello personale, né tantomeno a livello attitudinale.

Arrivare, invece, alla radice (schema) delle risposte, significa intrecciare la tua risposta presente con la tua storia passata. Significa cercare gli atteggiamenti, le credenze, i pensieri e le emozioni sottese alle tue risposte. E, poi, sulla scorta delle conseguenti ipotesi, che sarai sempre tu a validare come giuste per te, si procede con l’invito alla riflessione.

Senza un’autentica riflessione su se stessi, infatti, si attiverebbe un cambiamento solo di facciata. Una modificazione meramente verbale, non sostenuta da un reale pensiero critico, un sentire nuovo e diverso rispetto a quello precedente.

Ed è sempre per questo motivo che ritengo totalmente inutili eventuali lezioni psicoattitudinali e annessi consigli per gli acquisti!

Perché una stessa criticità, poniamo una certa impulsività, può originare da storie personali estremamente diverse tra loro. Se mi limitassi a parlarne in generale, infatti, non potrei dire nulla più di quanto già potresti reperire autonomamente e gratuitamente nei libri o sul web.

Metodo Centrato sulla Persona

Una stessa potenziale criticità psicoattitudinale, dunque, può originare da scenari psicosociali estremamente diversi. Per semplificare il discorso, una persona potrebbe risultare impulsiva come schema reattivo a delle regole familiari estremamente autoritarie, un’altra, invece, potrebbe diventare impulsiva, all’estremo opposto, per non aver avuto nessuna figura adulta nella sua vita capace di trasmettere il senso e il valore del limite e delle regole.

Come potrei mai trattare queste due sfumature critiche proponendo le stesse identiche riflessioni?

Dovrò, dunque, toccare tasti cognitivi, emotivi e comportamentali estremamente diversi tra loro.

Senza questo cercare di “arrivare” all’unicità della singola persona, ogni indicazione sarebbe un mero esercizio oratorio, uno stimolo alla mimesi, un camuffamento, che non ti condurranno a nulla di utile.

Dunque, in conclusione, volendo riassumere estremamente il discorso, l’attività di orientamento psicoattitudinale non è affatto diversa dall’attività di counselling o, al limite, di ciò che avviene in psicoterapia.

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia – Etica

Perché si parla di etica?

Perché un’attività di Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia eticamente concepita deve porre anche dei limiti alla domanda psicologica.

Ad esempio, com’è capitato, se già solo al telefono mi accorgo che un aspirante balbetta o palesa altre evidenze comportamentali in netto contrasto con il profilo atteso (vds. per esempio Elenco Imperfezioni e Infermità), devo rimandare la persona presso un servizio specifico e rifiutare la consulenza. Mentre, invece, questo povero cliente aveva già sborsato inutilmente diverse migliaia di euro per un altro corso di preparazione.

In tutti i contatti telefonici preliminari alla consulenza, dunque, oltre alle potenzialità del servizio di valutazione e orientamento, sottolineo sempre anche i limiti.

Non rimando semplicemente al consenso informato (che nessuno legge).

Ma rappresento anche la possibilità che la consulenza potrebbe non offrire i frutti sperati.

Ad esempio, poniamo il caso che, a seguito della valutazione psicoattitudinale preliminare, una Persona palesasse delle fragilità emotive troppo marcate per essere “risolte” in tempo utile per il concorso. Sarebbe alquanto scorretto orientare questa persona a livello psicoattitudinale e concorsuale. Sarebbe, a dirla tutta, una vera e propria presa in giro della sua buona fede. Perché, consapevoli della quasi certa non idoneità, si illuderebbe gratuitamente la Persona. Anzi, fatto ancor più grave a livello deontologico, si promuoverebbe la sua esposizione a dei fattori di rischio eccedenti le sue capacità di coping.

Dunque, in tali casi, la consulenza deve svestirsi quasi completamente della sua utilità concorsuale. E deve assumere una valenza squisitamente clinica, cioè di cura della Persona.

Il benessere psicologico, infatti, anche quando non espressamente incluso nella domanda del cliente, deve sempre essere il faro sacro e supremo di qualsivoglia consulenza, psicologica o psicoattitudinale che sia.

Quindi, in tali casi (fragilità profonde), per fortuna infrequenti, è doveroso rimandare un senso di realtà e invitare la persona intenzionata a candidarsi, a prendersi prima cura di se.

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia – Professionalità

Ho deciso di dedicarmi completamente a questa attività perché adoro la Valutazione e, ancor più, l’Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia.

Ma non è solo passione. E non opero solo per sentito dire o sulla base di un’idea esterna alla selezione psicoattitudinale.

Per diverso tempo sono stato proprio uno di quei selettori che incontrerai al tuo concorso.

Inoltre, prima di essere stato assegnato in qualità di Ufficiale psicologo addetto al Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito di Foligno, sono stato impiegato in un contesto operativo.

Grazie a questa prima esperienza militare, in qualità di Ufficiale Psicologo della Brigata alpina “Taurinense”, ho avuto la possibilità di operare direttamente “sul terreno”. Sono stato in missione in Libano per quasi 4 mesi con la mia brigata. Ho appreso dal basso, non dai libri, che cosa significa essere militari.

E questo sguardo mi è servito moltissimo una volta assegnato alla selezione.

Potevo selezionare non solo sulla base di un sapere “analitico”, fondato sul sapere professionale di psicologo e psicoterapeuta.

Potevo attingere, infatti, anche ad uno sguardo “sintetico”. Ossia alla conoscenza diretta sul campo delle centinaia di soldati di ogni ordine e grado incontrati durante la mia permanenza in brigata.

Questa esperienza, integrata con lo studio accademico e con la preziosa supervisione di colleghi psicologi e psichiatri, mi ha consentito di operare con estrema efficienza ed efficacia. Mi ha permesso, talvolta, di andare anche al di là di ciò che poteva emergere nelle evidenze immediate del colloquio. Ovvero, potevo sovrapporre ai candidati che avevo di fronte nel qui e ora, proprio questi ricordi di decine di colleghi brillanti. “Usati” quasi a mo’ di cartine di tornasole, ossia di profili ideali in carne e ossa.

Ed è, dunque, questa esperienza forse più di altre, che sono capace di ri-attivare ogni qualvolta sono chiamato a valutare e orientare un aspirante militare o agente delle forze dell’ordine.

Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia con un ex Selettore Militare

Se desideri ricevere un servizio di Orientamento Psicoattitudinale Militare e di Polizia appassionato, esperto e professionale, contattami.

Sono il dott. Vincenzo Castaldo, già Capitano Psicologo Selettore Militare. Dunque, per diversi anni sono stato proprio uno di quei selettori che incontrerai al tuo concorso.

Grazie alla mia pregressa esperienza posso predisporre, innanzitutto, una reale e preliminare attività di valutazione psicoattitudinale (batteria test psicoattitudinali + colloquio psicoattitudinale).

Una volta individuato il tuo profilo psicoattitudinale, sulla base del tuo presente e del tuo passato, ti orienterò verso il tuo futuro militare e di polizia.

Ti fornirò indicazioni di miglioramento reali, nel pieno rispetto del tuo benessere personale, oltre che attitudinale.

Non ti dirò cosa dire, ti suggerirò come essere.

Inoltre, al termine della consulenza, sarà garantito supporto psicoattitudinale (domande e dubbi successivi) fino al giorno dei tuoi accertamenti attitudinali ufficiali.

Invictus Concorsi non prepara le risposte, ma la Persona che risponde.