Selezione Militare e Polizia: Candidati LGBT e Idoneità Psicoattitudinale. Riflessioni con un ex Ufficiale psicologo addetto alla selezione psicoattitudinale militare.
Premesse: Il Contesto della Selezione e l’Identità di Genere
So che con questo post mi sto avviando su un terreno estremamente difficile, facilmente strumentalizzabile, addirittura disdicevole per alcuni, per molti doloroso.
Ma, voglio affidarmi al buon senso di chi lo leggerà solo come un modesto tentativo di riflettere su una tematica molto complessa e, ahimé, troppo complicata dalle emozioni forti che è ancora capace di scatenare nel nostro Paese.
Ma prima facciamo un pò di chiarezza.
LGBT Idoneità Militare e Selezione: Definire i Termini
Identità, Ruolo e Orientamento Sessuale
Prima di illustrare le mie riflessioni in materia di selezione psicoattitudinale e identità di genere, vorrei riproporre delle importanti distinzioni tra alcuni termini, spesso confusi.
L’Identità di Genere si riferisce al modo in cui una persona si percepisce: maschio, femmina, entrambe, nessuna delle due (fluidità di genere).
Il ruolo di genere sono le aspettative (emozioni, pensieri, atteggiamenti e comportamenti) socio-culturali legate ad un determinato sesso.
L’Orientamento Sessuale fa riferimento all’attrazione affettiva-erotico-sessuale verso un determinato genere sessuale. E può essere:
- Eterosessuale (chi prova attrazione esclusiva per persone di genere opposto);
- Omosessuale (chi si sente attratto dalle persone del suo stesso genere);
- Bisessuale (chi prova attrazione sia per persone di genere maschile, sia di genere femminile);
- Pansessuale (persone che provano attrazione a prescindere dal genere dell’altro).
Candidati LGBT e la Selezione Psico-Attitudinale: L’Idoneità Militare
Una prima considerazione generale che vorrei sottolineare e che dovrebbe indurci a riflettere tutti, riguarda la relativa novità dello sdoganamento, non già militare, ma nostro, dei miei colleghi sanitari, circa il tema dell’orientamento sessuale.
E’ soltanto nel 17 maggio1 1990, infatti, che l’OMS ha depennato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.
Sono trascorsi appena 30 anni da quel momento e in parte non ci dobbiamo meravigliare (indignare si) se, a livello generale, siamo tutti ancora così indietro nell’accettazione di possibilità esistenziali “uniche” (detesto la parola “diverso”) per quanto riguarda il tema gender.
Ma non voglio disquisire quì sulle componenti politiche, culturali o sociali relative al tema.
Da ex psicologo selettore militare, voglio provare a indirizzare le mie considerazioni a quanti, tra persone lgbt, stanno valutando la possibilità di candidarsi per un concorso militare o di polizia. La questione dell’Idoneità Militare Selezione LGBT è complessa.
Sono due gli elementi, a tal riguardo, che potrebbero decretare la tua non idoneità.
1. La Certa Non Idoneità per Disforia di Genere
Il primo fa riferimento al disturbo dell’identità di genere, ovvero al malessere percepito da una persona che non si riconosce nel proprio sesso fenotipico.
Va da sé che in tal caso, ovvero in presenza di tale malessere, la non idoneità psicoattitudinale sarà quasi certa. Questo perché rientra nei Disturbi psichiatrici previsti quali cause di non idoneità dell’Elenco delle Imperfezioni e delle Infermità di Forze Armate e corrispettivi elenchi delle Forze dell’Ordine.
Dunque, l’unica possibilità per eliminare tale “certezza” psicodiagnostica è depennarlo, come ha fatto per esempio l’Esercito Israeliano in ambito militare, nonché i due principali sistemi di classificazione utilizzati in psichiatria (DSM e ICD), a cui sarebbe ora di conformarsi.
2. La Regola non Scritta dell’“Opportunità”
Il secondo riguarda l’evidenza comportamentale del tuo orientamento sessuale.
Anche laddove, infatti, tu dovessi palesare un rapporto sereno con la tua identità/sesso/orientamento, quindi in assenza di elementi disforici, le cose potrebbero ancora rivelarsi difficoltose. In ambito istituzionale, oltre alle regole scritte, esistono le “regole non scritte” che rientrano nel gergo “dell’opportuno“.
Un selettore potrebbe valutare la non idoneità non per una patologia, ma per la percepita “non opportunità” dell’evidenza del tuo orientamento in un contesto rigido.
Cultura Organizzativa: Inversione di Tendenza vs. Pregiudizio Residuo
Per capire la regola dell’opportunità, dobbiamo analizzare la cultura organizzativa. I valori di Forza e Coraggio hanno tradizionalmente assunto tratti maschili.
- Il Ruolo Trasformativo delle Donne
È fondamentale riconoscere che l’ingresso del personale femminile (avvenuto a partire dagli anni 2000) sta agendo come un potente catalizzatore di cambiamento. Questo progressivo aumento della componente femminile sta lentamente erodendo il modello patriarcale del passato, introducendo nuove dinamiche e maggiore consapevolezza.
- Fattori di Rischio Residuo
Nonostante questa inversione di tendenza, due fattori possono ancora influenzare il giudizio negativo:
- Stigma Interno: La persistenza di pregiudizi in ambienti non ancora completamente modernizzati.
- Rischio Esterno: L’Istituzione deve valutare il rischio di stigmatizzazione pubblica. In un contesto globale dove il pregiudizio e il machismo sono ancora largamente diffusi, la visibilità di personale LGBT in divisa potrebbe innescare reazioni negative da parte della cittadinanza. Questo fattore, sebbene ingiusto, può influenzare la valutazione di un selettore preoccupato per l’immagine pubblica e l’accettazione sociale. La criticità si accentua nelle Forze Armate impiegate in teatri operativi esteri, dove le culture locali presentano spesso un livello di accettazione e inclusione significativamente inferiore per tali identità, esponendo il personale a rischi maggiori.
Il Paradosso della Tolleranza per l’Omosessualità Femminile
Quanto detto riguarda soprattutto i candidati di orientamento transessuale e omosessuale di sesso maschile. È, a mio avviso, molto più tollerata la presenza di donne lesbiche.
- Più ti Avvicini al Maschile, Più Vai Bene
Posta l’assenza di elementi disforici, l’evidenza comportamentale di una donna omosessuale è molto più tollerata rispetto al contrario (maschio che si palesa gay). Questo paradosso è dovuto all’adozione di un comportamento in accordo con la cultura dominante maschile. Insomma: è come se, poste tutte le possibili combinazioni, più ti avvicini al maschile più vai bene.
- La Difficoltà per Uomini Gay e Transessuali
Sulla base di questo codice culturale residuale, se la strada risulta tutta in salita per i candidati omosessuali (in particolare di sesso maschile), per i candidati transessuali la questione è ancora alquanto proibitiva (a meno che l’eventuale transizione avvenga in un momento successivo all’arruolamento).
Futuro e Speranza: Oltre la Cultura Militare Rigida
Siamo distanti ancora anni luce da eserciti come quello israeliano, dove la presenza di militari LGBT è un fatto assodato e regolamentato.
Ma sono fiducioso. La lenta ma costante evoluzione culturale innescata anche dall’ingresso femminile fa ben sperare. Sono certo che là fuori si trovano molte persone LGBT coraggiose (di cui l’associazione Polis Aperta si pone come portavoce) pronte a farsi avanti per rendere i codici culturali più inclusivi e meno lesivi.
Idee e atteggiamenti che aspettano solo di crollare di fronte alla forza inarrestabile del desiderio di vestire l’uniforme, a prescindere dalla propria identità di genere, sesso e orientamento sessuale.
A voi tutti, l’augurio di un Buon Concorso e, ancor più, di Buona Vita, qualunque sia la Vostra “unicità” di genere.
- Che è poi divenuta la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. ↩︎