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Domande Colloquio Psicologo Militare

Domande Colloquio Psicologo Militare

Domande Colloquio Psicologo Militare e di Polizia con un ex Ufficiale psicologo selettore militare.

Dopo aver letto tanti post in giro per il web e domande continue sui social dal titolo, appunto: “ma che domande fa lo psicologo militare?”, ho pensato di rispondere direttamente. Fino a pochissimo tempo fa, infatti, ero proprio “uno di quelli”. Temuti, osteggiati e a volte addirittura calunniati (“fanno passare solo i raccomandati”), gli psicologi militari in ambito concorsuale destano spesso sentimenti, come minimo, contrastanti.

Per non dire a senso unico verso la paura (leggi La figura dello psicologo militare tra miti e realtà).

Ma facciamo un po’ di chiarezza.

Domande Colloquio Psicologo Militare e Valutazione Psicoattitudinale

La valutazione psicoattitudinale, momento conclusivo degli accertamenti attitudinali, è una fase di sintesi operata sulla base di una serie di informazioni psicodiagnostiche e attitudinali.

E’ il momento della scelta finale, il temutissimo “o dentro o fuori”.

Tali informazioni psico-attitudinali, come illustrato altrove (Preparazione Psicoattitudinale Online), si basano su una batteria di test psicoattitudinali e su uno o più colloqui.

Già a questo punto, “psico-attitudinale” dovrebbe dirti molto. “Psico-“, fa riferimento alla tua sfera psicologica (in particolare, la tua personalità), mentre “attitudinale” fa ovviamente riferimento alle tue capacità attitudinali.

Per la prima parte, quella relativa alla tua personalità, si prediligono soprattutto test di personalità “obiettivi”, ossia questionari (MMPI, BFQ, 16PF, TALEIA-400A e così via).

Questo perché, a differenza di quelli proiettivi (es. il Rorschach o i vari test grafici della Famiglia, dell’Albero, ecc.), risentono meno della soggettività del selezionatore. Inoltre, in un concorso pubblico è opportuno (per questioni di “replicabilità”) utilizzare test con valori numerici e, quindi, difficilmente equivocabili.

Per quanto riguarda la componente attitudinale, i test più utilizzati sono quelli che valutano le capacità attentive, logiche e di ragionamento (verbale, numerico, astratto, ecc.).

A metà strada tra queste due tipologie di test (Test di Personalità e Test Attitudinali), si pone il Questionario Informativo (o Auto-biografico o Motivazionale). Più che un test, in realtà, il questionario informativo autobiografico è un vero e proprio Curriculum Vitae. Una sorta di biglietto da visita con cui (e insieme a tutti gli altri test psico-attitudinali), varcherai la temuta soglia della stanza dello psicologo militare.

Domande Psicologo Militare: perché è (quasi) inutile conoscerle in anticipo?

Molti pensano (e credono) che conoscere in anticipo le domande dello psicologo militare, possa fornire la possibilità di “prepararsi” discorsi precisi e risposte “esatte”!

Come se esistessero risposte corrette a prescindere da chi siamo.

Se fosse corretto questo “metodo” allora ad un colloquio con uno psicologo militare potrei dire anche tremando: “sono una persona sicura” e resterei al riparo da una valutazione negativa. Ma, per fortuna o purtroppo, così non è.

Insomma, ciò che devi fare non è utilizzare le possibili domande per prepararti risposte a tavolino, che magari hanno poco e niente a che fare con la tua reale personalità. Ovvero, risposte non ragionate e non sentite (emotivamente) vere per te.

Le ipotetiche domande del colloquio con lo psicologo militare e di polizia dovrai semmai utilizzarle per riflettere “veramente” su quanto richiesto.

Domande Colloquio Psicologo Militare e di Polizia: Aree di Valutazione

Non potendo qui per diversi motivi riportare le domande esatte, che tra l’altro possono variare sia in base allo specifico psicologo militare, sia anche in base al singolo candidato (dato che ognuno avrà ottenuto risultati diversi ai test e scritto cose diverse nel Questionario Informativo), mi soffermerò solo sulle aree generali di valutazione da cui, comunque in autonomia, potrai provare a porti delle domande specifiche.

Ma torniamo a noi e cerchiamo di conoscere una volta per tutte queste maledette (da molti) domande del colloquio con lo psicologo militare.

Per risponderti utilizzerò due punti molto ovvi e da te, potenzialmente, conoscibili in autonomia:

  1. L’obiettivo del colloquio;
  2. Il contesto organizzativo (Forza Armata/Forze dell’Ordine) e il ruolo (Ufficiale/Commissario, Maresciallo/Ispettore, Volontario/Allievo Agente).

Mi sembra ovvio che se l’obiettivo del Colloquio Psico-attitudinale Militare è quello di valutare la tua personalità (psico-) e le tue attitudini (-attitudinale), le domande verteranno su queste aree:

  • Formazione (Scolastica, Lavorativa, Extra-Scolastica);
  • Ambito Familiare (Composizione, Storia Familiare, Relazioni, ecc.);
  • Area Sociale (Rapporti Interpersonali e Affettivi);
  • Dimensione Personale (“Carattere”, Emotività, Strategie di Coping, Capacità e Competenze, Interessi e Hobby, Esperienze di Vita, Progettualità, ecc.);
  • Area Attitudinale (Motivazione, Aspettative, Conoscenze del Ruolo e del Contesto di Forza Armata o di Polizia desiderato).

Tutte queste informazioni, naturalmente saranno incrociate con quanto emerso dai vari test psicoattitudinali (e viceversa). Ma questo “incrocio”, dato che per comprenderlo occorrerebbe una laurea in Psicologia, l’abilitazione professionale, molto spesso anche master/scuole di specializzazione quadriennali in Psicoterapia e, naturalmente, anni e anni di esperienze dirette nel campo della selezione psicoattitudinale militare, te lo risparmierei.

Conoscere le domande risponde alla “vera” domanda: risulterò idonea/o?

Come ho già illustrato in precedenza (Selezione Psicoattitudinale Militare e di Polizia), se anche tu dovessi riuscire a conoscere esattamente i test utilizzati, il profilo di riferimento, le griglie di valutazione, tutte le possibili domande del colloquio, questo non avrebbe nulla a che fare con l’effettivo possesso delle caratteristiche elencate.

Voglio ribadire ancora una volta questo messaggio forte e chiaro: non è possibile conoscere “come” effettivamente avviene la scelta! Per operare la selezione psicoattitudinale in ambito militare e di polizia, occorrono anni e anni, oltre che di conoscenze accademiche, di esperienza diretta sul campo.

Insomma, la morale è questa: l’unico modo di sapere se c’è corrispondenza tra la tua persona e un certo profilo psicoattitudinale militare o di polizia è solo attraverso la valutazione vera e propria! Non c’è altro modo.

Colloquio con lo Psicologo Militare: Come Affrontarlo?

  1. Aspetto esteriore decoroso;
  2. Atteggiamento formale, ma non farsesco (tipo alla Full Metal Jacket);
  3. Cerca di rispondere in modo esauriente a tutte le domande. Se qualcuno ha previsto una certa domanda, che sia un test o un colloquio, è ovvio che ci si aspetta una risposta. Quindi sforzati di rispondere a tutte le domande;
  4. Fornisci risposte focalizzate e pertinenti. Non potrai recitare poemi, quindi cerca di rendere il senso e di veicolare le informazioni che vuoi trasmettere in quel poco tempo a disposizione;
  5. Dimostra di aver riflettuto seriamente sulla tua scelta e sulla tua Persona. Non dare l’impressione di esserti trovato/a in quell’ufficio perché sei inciampato/a per caso nella stanza;
  6. E, come sempre, sincerità. Questa indicazione te la suggerisco perché tutto ciò che dirai, se non sostanziato dai test psicoattitudinali e, ancor più, dal tuo comportamento, sarà valutato negativamente.

La tua missione è stimolare Fiducia nella tua Persona, e la fiducia la ricevi solo se riuscirai a trasmetterla tu per primo/a. Ovviamente, sincerità non significa dire tutto senza filtri, riserve e pertinenza. E, all’estremo opposto, non significa nemmeno far finta di essere migliori o diversi da ciò che si è/si sente di essere realmente.

Il mio invito alla sincerità lo devi intendere come un sottolineare quegli aspetti di te reali che sono in linea con i valori militari e di polizia.

Con questo però, se dovessero porti domande riguardo ai tuoi limiti (impropriamente definiti “difetti”), ti consiglio caldamente di rispondere sinceramente e coraggiosamente.

Conclusioni

Lo so, molto probabilmente dopo aver letto questo post starai pensando: “si, ok, grazie, ma quindi?!”.

Se stai provando quest’amarezza, con buona probabilità, è perché dietro (o sotto) la tua domanda: “quali domande fa lo psicologo militare?”, come accennato sopra, si cela in realtà un’altra domanda: “Come sarò valutato/a?”.

Per fortuna o purtroppo, non c’è altro modo per rispondere a questa domanda se non affrontando in prima persona la valutazione psicoattitudinale.

Alla luce di tutto ciò, tornerei alla domanda iniziale e ti lascerei alla questione centrale.

E’ importante conoscere le tipologie di domande, ma non per preparare le risposte “perfette”. E’ importante se tu per primo/a ne farai tesoro.

Dunque, come farne tesoro?

Come accennato sopra, mettendosi a lavoro immediatamente per riflettere su te stesso/a. Porsi domande e fornire risposte “vere” e partire da queste per attivare, se necessario, un cambiamento altrettanto reale e sentito.

Naturalmente, se da solo/a non dovessi riuscirci, puoi sempre contattarmi e, perché no, chiedere direttamente ad un ex psicologo militare!

Buon Colloquio e, ricorda, con il metodo Invictus non perdi mai: o Vinci, o Impari.

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