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Differenze tra Selezione del Personale Militare e Civile (Parte 2)

Differenze tra Selezione del Personale Militare e Civile (Parte 2). Seguito della prima parte del post “Differenze tra Selezione del Personale Militare e Civile”:

Differenze tra Selezione del Personale Militare e Civile (Parte 2). Discrezionalità

  • Una differenza peculiare tra la selezione militare e di polizia e la selezione del personale operata negli ambiti civili riguarda certamente il margine di discrezionalità. In ambito civile hai tutta la facoltà di interrompere il processo selettivo non appena hai colmato il tuo fabbisogno di personale (gap). Mentre, in ambito militare (e in ogni ambito pubblico), hai il dovere di esaminare ogni singolo/a candidato/a che abbia presentato la domanda di partecipazione. Non solo. Ogni singola fase selettiva (e relative procedure) è minuziosamente definita a monte tramite apposito bando di concorso. Quindi, se non preventivamente previste, non sono ammesse variazioni di sorta;

Differenze tra Selezione del Personale Militare e Civile (Parte 2). Trasparenza

  • Conseguentemente al punto precedente, in ambito militare (e pubblico in generale) è richiesto un livello di trasparenza estremamente dettagliato. Questo non avviene, come si potrebbe pensare in prima battuta, (sol-)tanto per scongiurare brogli. L’obiettivo è assicurare ad ogni candidato/a lo stesso margine di possibilità di poter superare il concorso e, successivamente ed eventualmente, per poter esercitare il diritto al ricorso (al TAR o al Consiglio di Stato). Facoltà, queste, assolutamente non previste in ambito privato;

9. Restituzione

  • Un punto decisamente a favore dell’ambito militare (non me ne vogliano i miei colleghi civili), in parte correlato ai punti 7. e 8. (il diritto dei cittadini all’informazione), riguarda la cura nella restituzione. Laddove in ambito civile ti puoi (purtroppo) anche fermare al classico “le faremo sapere”, in ambito militare è prassi consolidata offrire ai candidati risultati non idonei agli accertamenti attitudinali una restituzione circa le criticità che hanno determinato l’infausto esito. Si tratta di un modus operandi che, da psicologo e psicoterapeuta, non posso che ritenere encomiabile, visto l’investimento economico ed emotivo messo in campo dai partecipanti. Inoltre, oltre all’aspetto di cura psicologica in senso stretto, vi sono anche altre due “ritorni” organizzativi: uno di natura “sociale” e uno di natura “istituzionale”. Con il primo aspetto mi riferisco alla possibilità, per un giovane ragazzo o ragazza, di ottenere una vera e propria consulenza psicologica che può costituire, a prescindere dall’intenzione di ricandidarsi o meno, un vero e proprio servizio pubblico di screening psicologico. Proprio come avviene “storicamente” a livello medico, dove per tanti ragazzi rappresenta la prima occasione per sottoporsi, per esempio, ad un controllo andrologico. Nel caso, infine, di una futura ricandidatura, ricevendo indicazioni puntuali e professionali circa le aree da migliorare e che al momento hanno decretato la “battuta d’arresto”, per i candidati (e per l’organizzazione in questione) aumenteranno sicuramente le chance di una successiva e più proficua ri-candidatura; infatti, rispetto alla circostanza in cui un/a candidato/a non ricevesse alcuna indicazione circa le criticità che hanno determinato la non idoneità, si avrà il vantaggio di avere una base di partenza, una “mappa psicoattitudinale” su cui focalizzare i propri sforzi per migliorarsi.

10. Raccomandazioni

  • Un’altra differenza (giustamente) abissale tra comparto privato e comparto militare (e, ancora una volta, pubblico in generale) riguarda il tema delle raccomandazioni o, per dirla con un termine più scevro da implicazioni nefaste, delle reference. In ambito privato le reference, soprattuto quando particolarmente autorevoli, possono aprire corsie preferenziali per ottenere un impiego. In ambito militare (e ovviamente in ambito pubblico), le raccomandazioni poste in essere da un pubblico ufficiale si configurano come abuso d’ufficio (se vuoi approfondire il tema leggi Sono tutti Raccomandati?);
  • Altra differenza tra ambito militare e civile è che nella prima non esiste la selezione dirigenziale, la cosiddetta executive search. In ambito militare l’età di accesso, fatta eccezione per alcuni ruoli tecnici e altamente specializzati (Riserva Selezionata), è estremamente bassa. Inoltre, la classe dirigenziale viene individuata e formata internamente, sulla base di criteri predefiniti, quindi a partire sempre dal bacino di “partenza”;

Differenze tra Selezione del Personale Militare e Civile (Parte 2). Turnover

  • Questo aspetto ci porta ad un’altra differenza, ovvero al bassissimo turnover in ambito militare. Quando ti ritrovi davanti un/a candidato/a di 18 anni in ambito militare, se vincitore/vincitrice di concorso, te lo/a ritroverai nella stessa organizzazione, quasi certamente, per tutto il suo ciclo di vita lavorativa. Si pensi, dunque, al carico di responsabilità e di predittività che viene richiesto ai selezionatori di tali ambiti;

13. Ruolo di Psicologi e Psichiatri

  • Per ultima, ho lasciato la differenza tra ambito militare e civile che mi sta più a cuore e che riguarda gli “attori” della selezione psicoattitudinale. Mentre in ambito militare la selezione psicoattitudinale spetta solo all’Ufficiale psicologo e psichiatra (eventualmente anche ai periti selettori ma solo per caratteristiche attitudinali e giammai psicologiche o psichiatriche), in ambito civile possono effettuarla anche professionisti appartenenti ad altre categorie professionali. Ora, senza voler entrare in aperta polemica con i tanti e bravissimi selettori non psicologi/psichiatri, sono dell’avviso che il livello di profondità e di accuratezza che può essere offerto da queste due figure professionali, soprattutto nella valutazione delle cosiddette soft skill, sia difficilmente raggiungibile da personale che, per quanto esperto e preparato, non possiede un’approfondita preparazione psicologica, psichiatrica o psicoterapica. Sarebbe auspicabile, dunque, favorire questo tipo di professionalità nella selezione del personale. E non soltanto in ambito militare, ma in tutti quegli ambiti civili della pubblica amministrazione e privati di importanza strategica e vitale per il sistema socio-culturale italiano. Per esempio, sarebbe assolutamente doveroso prevedere un processo selettivo di natura psicoattitudinale anche per gli Insegnanti, di ogni ordine e grado, poiché entreranno in relazione con il nostro bene più prezioso, ovvero i Giovani, il Futuro del nostro Paese.

Con la speranza di aver scaturito qualche riflessione e, perché no, qualche critica, come sempre, ti auguro un Buon Concorso.