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Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito

Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito

Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito. Indicazioni utili con il Cap. (cpl.) Psicologo Vincenzo Castaldo, ex selettore dell’Esercito.

Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito – Novità

Il ruolo del Volontario in Ferma Prefissata Annuale (VFP1) sta per subire importanti e profonde trasformazioni.

A partire dal 2023, infatti, il VFP1 diventerà VFI, Volontario in Ferma Iniziale. La ferma non sarà più annuale con eventuali ulteriori rafferme. Si firmerà una ferma triennale.

Al termine di questi primi tre anni si deciderà se proseguire la ferma prefissata, previo ulteriore concorso, per altri tre anni (3+3) in qualità di VFT (Volontario in Ferma Triennale), che va a sostituire il precedente VFP4.

Inoltre, tra le altre importanti novità, sono previsti incrementi del trattamento economico e l’abbassamento dei limiti d’età.

Approfondimento suggerito: Novità Concorsi Forze Armate 2023: VFI e VFT.

Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito – Prove Concorso

Cambia la forma, ma la sostanza resta la stessa.

Per diventare VFP1 o VFI dell’Esercito Italiano, si deve affrontare un concorso pubblico.

Le prove previste, allo stato attuale, dal concorso VFP1 dell’Esercito sono:

Per quanto riguarda la valutazione dei titoli, come sempre, ti suggerisco di verificare quali titoli effettivamente potrebbero determinare un incremento del tuo punteggio iniziale. Punteggio che, ricordo ai neo-aspiranti, risulta spesso determinante per essere convocati alle prove successive.

Con riferimento agli accertamenti psicofisici, suggerisco a tutti gli aspiranti di recarsi preventivamente dal proprio medico di fiducia. Questo check preventivo potrebbe aiutarti, come minimo, ad escludere le principali cause di non idoneità psicofisica. Oppure, altra utilità di questo screening gratuito iniziale, potresti venire a conoscenza di valori critici da far rientrare (ove modificabili) con gli opportuni accorgimenti sanitari.

Infine, per quanto riguarda le prove di efficienza fisica, il mio banalissimo suggerimento è di allenare la tua forza, agilità e resistenza il prima possibile. Questo perché le prove fisiche non costituiscono un semplice ostacolo al superamento del concorso. Le prove di efficienza fisica, laddove superate con ottimi punteggi, costituiscono un primo importante biglietto da visita per i successivi accertamenti attitudinali.

Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito – Introduzione

Scopo degli accertamenti attitudinali VFP1 Esercito è quello di valutare e selezionare i candidati più adatti a ricoprire il ruolo a concorso.

Tali accertamenti rappresentano senza dubbio la prova concorsuale più selettiva e delicata.

Questo perché non si tratta di una performance “oggettiva”. Se devi correre 2000 mt in 4 minuti è tutto molto chiaro e immediatamente comprensibile.

Quando si tratta di accertamenti attitudinali, invece, diventa tutto un pò più complicato (almeno per i concorrenti).

Questo perché, innanzitutto, la valutazione riguarda qualcosa di apparentemente intangibile e difficilmente quantificabile: la tua persona.

Inoltre, per poter comprendere in anticipo tutte le implicazioni di una valutazione psicoattitudinale, occorrerebbe un livello di expertise tipico di esperti nel settore. Insomma, non si tratta di una prova di facile e comune interpretazione. Non a caso per poter operare tali accertamenti occorrono anni e anni di studio e di pratica sul campo.

Ad ogni modo, posti i limiti conoscitivi ed esplicativi ai non addetti ai lavori di cui sopra, lo scopo dei paragrafi che seguono è di aiutarti ad orientarti per lo meno nella comprensione generale delle finalità e dell’articolazione delle prove costitutive degli accertamenti attitudinali.

Test Psico-Attitudinali

Gli accertamenti attitudinali per il ruolo VFP1 Esercito si possono suddividere in due fasi principali.

La prima fase, per l’appunto, prevede la somministrazione di una serie di test psicoattitudinali.

Tali test possono essere sia di personalità (es. MMPI-2), sia attitudinali (es. Test di Ragionamento).

I primi valutano, naturalmente, la tua struttura di personalità. I secondi, invece, alcune tue attitudini ritenute importanti per svolgere il ruolo con efficacia.

Discorso a parte, invece, per quanto riguarda il Questionario Informativo Autobiografico. Devi sapere, infatti, che non si tratta di un test, quanto piuttosto di un vero e proprio curriculum vitae.

Tutti questi test costituiranno (in parte) la base per i successivi colloqui psicoattitudinali.

Approfondimento suggerito: Test Psicoattitudinali Militari.

Il Colloquio Psicoattitudinale

Il colloquio psicoattitudinale è la seconda e ultima fase degli accertamenti attitudinali VFP1 Esercito. E’ il momento della selezione vera e propria.

Scopo principale di questo colloquio è di valutare il profilo psicoattitudinale espresso dai candidati. Per fare questo, in parte, si utilizzano le informazioni rilevate dai test psicoattitudinali. In parte ci si basa su determinate griglie valutative. Infine, si approfondiscono eventuali ulteriori elementi di interesse emergenti nel qui e ora del colloquio.

Questa tipologia di colloquio può essere condotta esclusivamente da Psichiatri e Psicologi.

Entrambe le figure valutano la corrispondenza delle tue carattertiche psicoattitudinali espresse durante i colloqui con quelle richieste dal ruolo.

Vi sono solo due differenze importati tra le due tipologie di colloqui.

Innanzitutto, lo psichiatra è un medico. Ciò significa che, in realtà, la sua valutazione rientra nello step precedente. Mi riferisco alla fase degli accertamenti per l’idoneità psicofisica.

Altra differenza importante fa riferimento allo “sguardo” professionale adottato.

Laddove lo psicologo si concentra in modo abbastanza equilibrato tra personalità e attitudini. Lo psichiatra, pur valutando la tua compenente attitudinale, privilegia uno sguardo più clinico. Ossia più orientato verso una valutazione approfondita della tua personalità.

Non solo. Tale sguardo, oltre ad essere maggiormente centrato sulla tua struttura di personalità, sarà di natura medica.

Cosa significa in concreto?

Significa che, mentre lo psicologo approfondisce in particolare i vissuti soggettivi individuali e le possibili implicazioni psicoattitudinali degli stessi, lo psichiatra valuta maggiormente le implicazioni mediche (es. Sintomi), ossia psicofisiologiche, di quanto narrato dai candidati in sede di colloquio.

Volendo semplicare estremamente i concetti sopra espressi, potremmo dire che con lo psichiatra si verifica l’assenza di criticità psico-fisio-attitudinali.

Lo psicologo verifica, invece, maggiormente la presenza di caratteristiche psicoattitudinali in linea con il ruolo.

Approfondimenti suggeriti: Colloquio psicoattitudinale VFP1.

Accertamenti Attitudinali VFP1 Esercito – Come affrontarli

Innanzitutto, primo suggerimento riguarda la formalità del contesto. Di conseguenza occorrere curare in modo adeguato il proprio aspetto e il proprio abbigliamento.

Quanto al comportamento, soprattutto durante le attese, ti ricordo di essere costantemente presente alla tua coscienza e di attenerti sempre in modo scrupoloso alle direttive impartite dal personale di accoglienza.

Con riferimento ai test psicoattitudinali, evita in ogni modo di studiarli e preparare le risposte e le possibili domande dello psicologo militare a memoria. Tale pratica, inutile e fallimentare, emergerebbe sicuramente durante i colloqui.

Ti metteresti subito in cattiva luce quando, magari, se avessi ascoltato semplicemente i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti reali, ce l’avresti fatta senza problemi.

Posta l’assoluta inutilità di imparare le domande e le risposte dei test e dei colloqui, l’unico suggerimento che ritengo utile da applicare in piena autonomia, riguarda il metodo delle 3 C:

  1. Conoscenza della tua Persona (descrizione del carattere, esperienze scolastiche, lavorative, tempo libero, relazioni, motivazione della candidatura, ecc.);
  2. Conoscenza del ruolo VFP1 (sui siti istituzionali e non sui Forum fai da te!);
  3. Conoscenza dell’Esercito Italiano (Storia, Struttura, Gradi, Reparti, ecc.).

Tale allenamento puoi tranquillamente porlo in essere in autonomia.

L’importante è che l’allenamento alla riflessione e alla esposizione orale delle informazioni di cui sopra avvenga, ad un certo punto, davanti allo specchio. In tal modo potrai verificare eventuali difficoltà espositive (es. imbarazzo, insicurezza), nonché valutare la tua mimica facciale e le tue espressioni corporee.

Approfondimento suggerito: Come affrontare i test psicoattitudinali militari.

Preparazione con un ex Capitano Psicologo Selettore dell’Esercito

Se stai pensando, nonostante tutti i suggerimenti di cui sopra, di richiedere una preparazione psicoattitudinale esperta per gli accertamenti attitudinali VFP1 Esercito, contattami senza impegno.

Sono un Cap. (cpl.) Psicologo, ex selettore dell’Esercito e per diversi anni mi sono occupato proprio degli accertamenti in questione.

In due appuntamenti (Test + Colloquio), anche online, opererò un’accurato e reale accertamento attitudinale. Scopo del mio accertamento è, ovviamente, quello di metterti nelle migliori condizioni possibili per superare il concorso. Condividerò con te il tuo livello di prontezza psicoattitudinale iniziale e, se necessario, ti fornirò tutte le indicazioni per accrescere la tua consapevolezza e la tua autoefficacia psico-attitudinale.

Con Invictus Concorsi non perdi mai: o vinci, o impari.

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