Invictus Concorsi

Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria

Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria

Accertamenti Attitudinali Concorso Allievi Agenti Polizia Penitenziaria con il dott. Vincenzo Castaldo, già Capitano Psicologo Selettore Militare e fondatore di Invictus Concorsi.

Se è la prima volta che partecipi ad un concorso di polizia penitenziaria, leggi questa Guida Concorsi Militari e Polizia.
Se, invece, sei alla ricerca di un corso di preparazione ai quiz e prove d'esame scritte, visita Corso Preparazione Concorso Agenti Polizia Penitenziaria.

Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria – Introduzione

Gli Accertamenti Attitudinali previsti dal Concorso Allievi Agenti Polizia Penitenziaria sono diretti ad accertare il profilo psicoattitudinale dei candidati in relazione allo svolgimento dei compiti connessi con l’attività propria del ruolo e della qualifica da ricoprire.

Al fine di poter accertare tale profilo, il corpo di polizia penitenziaria si avvale di una serie di strumenti (test psicoattitudinali) e di professionisti (psichiatri, psicologi e periti selettori) in grado di operare tale selezione attraverso uno o più colloqui.

Prima di addentrarci nelle fasi di questi accertamenti, vediamo i criteri sulla cui base saranno operate suddette valutazioni. Criteri che, come vedremo qui di seguito, costituiscono il profilo ideale a cui ispirarsi.

Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria – Aree di Valutazione

Stabilire dei criteri valutativi validi, trasparenti e condivisi, costituisce il primo passo degli Accertamenti Attitudinaliprevisti per il Concorso per Diventare Agenti della Polizia Penitenziaria.

Questa operazione, svolge almeno due funzioni. La prima, riguarda l’agevolare il lavoro dei selettori, che altrimenti, non avrebbero delle linee guida.

La seconda importante funzione dei profili ideali è quella di ridurre il più possibile errori e pregiudizi dei selettori, aumentando, così, la validità inter-soggettiva delle valutazioni.

Come si evince dal decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, art. 125, le aree di valutazione psicoattitudinale previste dal Concorso per Agente della Polizia Penitenziaria sono:

  • livello evolutivo: maturazione globale, esperienze di vita, consapevolezza di sé, senso di responsabilità e aspetti salienti del carattere;
  • stabilità emotiva: capacità di contenere i propri impulsi e che implichi l’orientamento dell’umore, la coordinazione motoria e la sintonia delle reazioni;
  • efficienza intellettiva: capacità di far fronte alle situazioni nuove con soluzioni appropriate, sintomatica di una intelligenza dinamico-pratica, di capacità di percezione e di esecuzione e delle qualità attentive;
  • integrazione sociale: adattabilità, socievolezza, predisposizione al gruppo, ai compiti e all’ambiente di lavoro.

Inoltre, completa il profilo psicoattitudinale, l’esclusione delle seguenti imperfezioni ed infermità dell’apparato neuropsichico:

  • malattie del sistema nervoso centrale o periferico e loro esiti di rilevanza funzionale;
  • infermità psichiche invalidanti, psicosi  e psico-nevrosi anche pregresse; personalità psicopatiche e abnormi;
  • epilessia.

Infine, sono da escludersi l’alcolismo, le tossicomanie e le intossicazioni croniche di origine esogena.

Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria – Test Psicoattitudinali

Individuate le caratteristiche, i metodi e i selettori operatori della selezione psicoattitudinale, si passa all’attuazione operativa degli accertamenti attitudinali.

Gli Accertamenti Attitudinali per Agenti della Polizia Penitenziaria iniziano sempre con la somministrazione di una batteria di test psicoattitudinali.

Questi test, solo in parte, costituiranno la base valutativa dei successivi colloqui psicoattitudinali.

Possono essere suddivisi in due grandi famiglie di test: Test di Personalità e Test Attitudinali.

Test di Personalità

Test di Personalità previsti dagli Accertamenti Attitudinali per Agenti della Polizia Penitenziaria, a loro volta, si dividono in due tipologie: Test obiettivi e Test proiettivi.

test obiettivi (o oggettivi) di personalità sono dei test estremamente strutturati (scale e questionari), ovvero le domande e le risposte previste sono predefinite in modo rigido (es. vero/falso o grado di accordo/disaccordo).

Grazie a complesse operazione di standardizzazione e di validazione dei test, in base alle risposte fornite, è possibile ottenere dei punteggi su vari aspetti di personalità di interesse per i selettori.

Tra i test obiettivi più utilizzati, il test MMPI-2 (Test Minnesota) è certamente quello più affidabile e diffuso. Altri importanti test obiettivi sono i test Big Five, il PAI, il TALEIA 400A, il NEO-PI-3, il BHS, e la SCID I e II e molti altri.

Per quanto concerne i test proiettivi di personalità, diversamente dai test obiettivi, non presentano domande e risposte rigide e predeterminate. Inoltre, non forniscono risultati oggettivi come scale e punteggi.

Tale differenza origina dal fatto che questi test prevedono compiti più “liberi” in termini espressivi. Per esempio, si può chiedere di disegnare una figura (FiguraUmana, Albero, Famiglia, Casa), oppure si può invitare i candidati a interpretare o completare determinate frasi, situazioni relazionali (P.F.S.) o figure (Zeta Test, Wartegg, ecc.)

L’assunto di fondo è che il candidato, “mettendoci del proprio” per eseguire il compito richiesto, proietterà importanti informazioni psicologiche (stile di pensiero, istanze emotive, tendenze relazionali, vissuti familiari, esame di realtà, ecc.).

Tutti questi risultati, unitamente ai successivi test attitudinali e, ovviamente, alle risultanze dei colloqui, contribuiranno a delineare il tuo profilo di personalità, che sarà poi confrontato con il profilo ideale descritto in precedenza.

Test Attitudinali

La valutazione della personalità, di cui sopra, rappresenta solo la base degli Accertamenti Attitudinali previsti dal Concorso Allievi Agenti della Polizia Penitenziaria.

La personalità, di fatti, la possiamo considerare come la condizione necessariama non sufficiente per essere valutati idonei a livello psicoattitudinale. Bisogna, poi, risultare anche adatti a ricoprire il ruolo a concorso.

Anche se, generalmente, personalità e attitudini viaggiano di pari passo, ciò non necessariamente è sempre vero. Pertanto, l’eventuale correlazione sarà valutata anche attraverso specifici test attitudinali.

test attitudinali, infatti, a differenza dei test di personalità, non consentono una valutazione generale della tua personalità (tratti). Questi test, invece, rilevano specifiche e circoscritte capacità e inclinazioni, ritenute dal Corpo della Polizia Penitenziaria essenziali per operare efficacemente.

Come sopra accennato, le attitudini che saranno oggetto di valutazione possono riguardare l’attenzione, la percezione, le capacità di logica o ragionamento e di problem solving, e così via.

Tra i test più utilizzati in tal senso abbiamo senz’altro il test GAT-2 e il DAT-5 (verbale, astratto, matematico, spaziale e meccanico). Invece, per le capacità attentive e mnemoniche esistono molti test visivi che proiettano per pochi secondi stringhe alfanumeriche o figure astratte che il candidato deve cercare di riprodurre (es. casellario). O, ancora, per il dominio emotivo, si possono predisporre alcuni test di riproduzione grafica sotto stress (es. panic test o test dello specchio). Insomma, per ogni attitudine esistono diversi test a disposizione dei selettori.

Infine, un altro test solitamente previsto dagli accertamenti attitudinali, è il Questionario Informativo o Autobiografico. In realtà, più che di test, si tratta di un vero e proprio curriculum psico-attitudinale.

Per approfondimenti leggi Come Affrontare i Test Psicoattitudinali?

Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria – Colloquio Psicoattitudinale

Una volta affrontati i test psicoattitudinali, si passa alla seconda e decisiva fase dei colloqui psicoattitudinali.

E’ con i colloqui, infatti, che avviene l’effettiva selezione, ossia la scelta vera e propria.

I test, infatti, costituiscono solo delle ipotesi psicodiagnostiche, che solo nel corso dei colloqui possono trovare conferma come non.

Tutto ciò per sottolineare l’assoluta prevalenza, in chiave valutativa, del colloquio rispetto ai test psicoattitudinali, spesso affannosamente e inutilmente ricercati dai candidati!

Chiarito questo aspetto, vediamo più in dettaglio quali sono i possibili colloqui psicoattitudinali che si possono affrontare durante gli Accertamenti Attitudinali del Concorso per Agenti della Polizia Penitenziaria.

Colloquio Psichiatra Polizia Penitenziaria

Questo colloquio, pur costituendo di fatto la base di tutto l’impianto degli Accertamenti Attitudinali per Agenti della Polizia Penitenziaria, in realtà, fa parte degli accertamenti per l’idoneità psicofisica. Le cosiddette “visite mediche” (lo psichiatra, infatti, è prima di tutto un medico).

Per approfondimenti consulta l’art. 123 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443 e successive modifiche (vedi sopra par. Aree di Valutazione).

Nella traduzione concreta di tale approccio medico, questo colloquio assume uno sguardo molto peculiare.

Infatti, più che porre domande di natura attitudinale, lo psichiatra approfondisce in particolar modo l’assetto (tratti) di personalità del candidato (maturazione, integrazione e armonia).

Per approfondire questa tipologia di colloquio, leggi Colloquio Psichiatra Militare e di Polizia.

Colloquio Psicologo Polizia Penitenziaria

Il colloquio con i funzionari psicologi della polizia penitenziaria, rappresenta un ulteriore possibile colloquio degli Accertamenti Attitudinali per Agenti di Polizia Penitenziaria.

La commissione attitudinale, infatti, oltre a prevedere operatori di polizia con qualifica di Perito Selettore (le cui peculiarità saranno illustrate nei paragrafi che seguono), prevede anche la presenza di funzionari psicologi.

Il colloquio con lo psicologo della polizia penitenziaria ha la caratteristica di spostare il focus, rispetto al colloquio psichiatrico, per così dire, a metà strada tra la personalità del candidato e le sue attitudini.

Tuttavia, la principale peculiarità di questo colloquio non riguarda soltanto questa particolare centratura. Vi sono almeno due importanti differenze con le altre due tipologie di colloqui (psichiatra e perito selettore).

Rispetto allo psichiatra, lo psicologo, pur poggiando lo sguardo sulle stesse componenti cliniche di personalità, assumerà una lettura meno medicalizzata (psicofisiologica). Ovvero, incentrata maggiormente sul senso soggettivo e organizzativo degli aspetti valutati.

Invece, per quanto riguarda una differenza fondamentale rispetto, questa volta, al colloquio attitudinale condotto dal perito selettore, lo psicologo non valuta la mera presenza “quantitativa” di una specifica attitudine. Ma ne valuta anche alcuni aspetti di natura qualitativa annessi (senso soggettivo, conseguenze psicologiche e relazionali, implicazioni professionali, desiderio, progettualità, ecc.).

Se vuoi approfondire questo particolare colloquio, leggi Colloquio Psicologo Polizia Penitenziaria.

Colloquio Perito Selettore Polizia Penitenziaria

Una premessa importante. 

Perito Selettore non significa Psicologo o Psichiatra. Nel linguaggio militare e di polizia, per Perito Selettore si intende un Ufficiale o, in questo caso, Funzionario di Polizia dei ruoli ordinari, ovvero non Psicologi e/o Psichiatri, che, a seguito di un opportuno corso di formazione, consegue la suddetta qualifica.

Dunque, il Perito Selettore è un operatore di Polizia Penitenziaria specializzato SOLO nella valutazione attitudinale.

Ciò significa che non valuta e non può valutare in alcun modo la personalità dei candidati da un punto di vista psicologico o psichiatrico. La sua valutazione è esclusivamente incentrata sulla verifica del possesso delle attitudini di cui sopra.

Semmai, potrà valutare la personalità in modo indiretto. Ovvero non potrà diagnosticare, ad esempio, tratti o note di impulsività, ma potrà certamente rilevare l’impulsività nelle sue evidenze comportamentali e ricondurla (negativamente) al ruolo e alle funzioni ascrivibili allo specifico concorso in atto.

Se vuoi approfondire questa ulteriore modalità di colloquio prevista dagli Accertamenti Attitudinali per Agenti di Polizia Penitenziaria, leggi Il Perito Selettore Militare e di Polizia.

Colloquio Commissione Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria

Come indicato nei bandi di concorso più recenti, tra i colloqui di valutazione previsti vi potrebbe essere anche quello collegiale con la Commissione per gli Accertamenti Attitudinali.

In particolare, la commissione del presente concorso, è di solito composta da:

  • un Presidente, scelto fra i dirigenti penitenziari o fra gli ufficiali del disciolto Corpo degli agenti di custodia;
  • due appartenenti alla carriera dei funzionari del Corpo di polizia penitenziaria in possesso del titolo di perito selettore;
  • due psicologi o medici specializzati in psicologia;
  • un segretario.

Dunque, tale Commissione, generalmente su iniziativa o su invito dei selettori, può effettuare un ulteriore Colloquio collegiale.

Per approfondimenti, leggi Colloquio Commissione Accertamenti Attitudinali.

Come affrontare gli Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria?

Molti candidati e relativi genitori approcciano gli accertamenti attitudinali previsti dal concorso vice ispettori di polizia penitenziaria con la stessa forma mentis dei quiz di selezione culturale.

La credenza diffusa è che “studiando”, cioè esercitandosi sui test psicoattitudinali e le possibili domande del colloquio, si potranno accrescere le chance di risultare idonei a livello psicoattitudinale.

In realtà, questo approccio è alquanto fallimentare e controproducente.

Innanzitutto, conoscere in anticipo le domande, non ti dice affatto come saranno valutate le tue risposte a quelle domande. Vero e unico focus dei selettori.

Inoltre, un simile approccio determina, quasi certamente, la falsificazione dei test. E, sulla base della mia passata esperienza in qualità di Capitano Psicologo Selettore, posso dirti che arrivare al colloquio con una batteria di test invalidata o falsata, non costituisce affatto un buon biglietto da visita.

Preparazione Accertamenti Attitudinali Agenti Penitenziaria

Se desideri affrontare gli accertamenti attitudinali previsti per il Concorso Allievi Agenti della Polizia Penitenziaria con maggiore consapevolezza e autoefficaciacontattami.

Sono il dott. Vincenzo Castaldo, già Capitano Psicologo Selettore Militare e per diverso tempo membro psicologo di Commissione.

Per diversi anni, dunque, sono stato proprio uno di quei selettori che incontrerai al tuo concorso.

Grazie alla mia esperienza pluriennale nella selezione e nella preparazione psicoattitudinale, pertanto, posso riproporre un accertamento attitudinale estremamente efficace e professionale (batteria Test Psicoattitudinali + Colloquio Psicoattitudinale).

Scopo dell’accertamento sarà, innanzitutto, effettuare una REALE valutazione psicoattitudinale, proprio come faranno i selettori del tuo concorso.

Inoltre, sulla base di questa valutazione preliminare e grazie all’attività di orientamento psicoattitudinale, ti fornirò tutte le indicazioni per orientarti e migliorarti altrettanto realmente a livello psicologico e attitudinale.

Infine, al termine degli incontri, sarà garantito supporto psicoattitudinale (domande, dubbi e rivalutazioni) fino al giorno dei tuoi accertamenti veri e propri.

Invictus Concorsi non prepara le risposte, ma la Persona che risponde.

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